Quito

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La capitale dell’Ecuador, abitata da circa 1.400.000 persone, si trova a 3.000 metri circa sopra al livello del mare con temperature che oscillano tra i 10° e i 25°.
La città è circondata dai vulcani Pichincha, Cotopaxi, Antizana e Cayambe. Al suo interno c’è una fusione tra il moderno e l’eredità lasciata dal dominio coloniale e dai meticci: per la sua bellezza, le sue tradizioni e le sue leggende, nel 1978 è stata dichiarata dall’UNESCO “Patrimonio culturale dell’umanità”.
Eretta sopra le rovine di un antico centro aborigeno degli Indios Shyris e fondata dagli Spagnoli il 6 dicembre del 1534, Quito, al suo interno, è divisa in tre zone molto differenti tra di loro per architettura e particolarità culturali.
Al nord si trova la parte moderna di Quito dove si trova la parte più commerciale; al centro c’è la parte più antica di Quito legata alla presenza Coloniale in questo paese. In particolare è proprio in questa zona che si celebrano festività, processioni e eventi culturali. Nella parte sud c’è la zona più giovane con manifestazioni di nuove forme di cultura e interazione sociale. Quito è attraversata da nord a sud da una colonna immaginaria “El Trole”, (sistema di trasporto locale), che ha facilitato tutto il sistema di comunicazione.
La città negli ultimi anni è stata soggetta a una estensione urbanistica che ha permesso una notevole crescita economica nell’industria nel commercio e nel turismo. Il cuore di Quito è il centro storico dove si trovano palazzi, chiese, monasteri, quasi tutti restaurati. Per assaporare le complesse geometrie del centro storico bisogna salire sul Panecillo, bassa collina che sovrasta tutta la zona coloniale, dominata dalla statua di una Madonna e offre un panorama stupendo su tutta la città sottostante. Sotto, nelle strade colme di gente, sfilano le bellezze barocche.
Su Plaza de la Indipendencia, da tutti chiamata Plaza Grande, si affacciano la cattedrale dalle cupole moresche rivestite con tegole verdi (XVII sec), il Palazzo del Governo con lo studio del presidente della Repubblica e l’aereo porticato coloniale.
Nelle vicinanze Plaza San Francisco, circondata da palazzi andalusi color senape, si eleva il convento de San Francisco, il più antico del Sudamerica (1543); custodisce i capolavori pittorici della Scuola di Quito, dove gli elementi dell’iconografia tradizionale cattolica s’intrecciano con simboli delle culture indigene. La vicina Capilla de Cantuña fu costruita dall’indio Cantuña con l’oro degli Incas: la decorazione interna è costituita da statue e bassorilievi lignei ricoperti del prezioso metallo. Proseguendo si incontra la chiesa della Compagnia de Jesus. Capolavoro barocco ricoperto da 700kg di oro che coprono gli altari di legno scolpito. Più avanti, nel convento dei Frati Domenicani di Plaza de Santo Domingo si venera la Virgen del Rosario donata da Carlo V di Spagna.
L’altro volto di Quito è il centro moderno, fitto di grattacieli, avenidas dense di traffico e grandi parchi. Questa zona offre interessanti musei della città e della nazione. Il museo etnico Abya-yala è specializzato nella cultura india ed espone oggetti vari e costumi delle popolazioni precolombiane; il museo del Banco Central de Ecuador ricostruisce la storia delle popolazioni sudamericane dall’età della pietra fino alle civiltà preincaiche, splendidi oggetti d’oro; il museo Guayasamin ospita sezioni dedicate alle civiltà Indios e all’arte religiosa coloniale; il museo D’arte Moderna raccoglie collezioni dal XVII secolo a oggi. Altri musei interessanti sono Il museo de Ciencias, il museo Jijon y Caamano e il Vivarium, piccola riserva di animali esotici. Non bisogna dimenticare la Panamericana, ormai autostrada.
Seguendo verso la direzione nord per 15 km si è alla Mitad del Mundo, la latitudine 0°00’00”. Proprio di qui passa l’Equatore, come stabilì la missione franco ecuadoriana nel 1736. Alle sue spalle, il vulcano Pululahua.
Tra le manifestazioni di Quito possiamo menzionare la Semana Santa in prossimità di Pasqua con processioni e festeggiamenti; la festa Nazionale della Battaglia di Pinchincha (24 maggio); la festa del Mais (dal 24 giugno al 2 luglio), con sfilate e cortei mascherati; La festa della Vergine di Gualupo (8 agosto); la festa nazionale dell’Indipendenza (10 agosto); anniversario della fondazione di Quito (primi di dicembre) con sfilate di carri mascherati e serate di musica sudamericana, combattimenti di galli (ogni sabato e domenica) che permette di entrare in contatto con l’ambiente locale.
Nel nord di Quito si possono visitare le rovine di Cochasquì, un luogo archeologico dove sono custodite delle costruzioni funerarie a forma di piramide che appartenevano ai primi abitanti di Quito.